caminiindividualismo1

Sulla « filigrana dei camini » come « fata morgana » degli intérieurs: « Chi… volge lo sguardo ai tetti degli enormi blocchi grigi dei boulevard, orlati dalle inferriate… diventa edotto su tutta l’inesauribilità individualistica del concetto di « camino »: in larghezza, lunghezza e altezza, si levano, al di sopra delle canne fumarie degli alti zoccoli collettivi in muratura, i tubi finali, da quelli semplici in argilla… così spesso sghembi e mezzi rotti per l’età, fino ai camini piatti di latta e col cappello appuntito a tre piedi… e alle cuffie che girano come visiere, sfondate o aperte da una parte, munite di bizzarre e fuligginose ali di latta… È la fine ironia della forma singola… con cui Parigi ha saputo conservarsi l’incantesimo dell’intimità… Sembra che all’altezza dei tetti si ripeta… il fenomeno, così caratteristico di questa città, del convivere gli uni accanto agli altri con indifferenza ».

Walter Benjamin, I « passages » di Parigi (1982), tr. it. 2000 (op. cit. Joachim von Helmersen, Pariser Kamine, « F<rankfurter> Z<eitung> », 10, II, 1933)