Sgarbi veneziani

Scorgo un’ironia quasi insolente nella presenza alla Mostra del cinema di Venezia del film Se hai una montagna di neve, tienila all’ombra. Viaggio nella cultura in Italia di Elisabetta Sgarbi, sorella di Vittorio, multi-tasker man per eccellenza, onnipresente e onnipotente signore dell’arte in Italia, recentemente nominato Soprintendente del polo museale di Venezia. Il film, e qui è l’ironia, è un documentario che indaga lo stato e il ruolo della cultura e delle arti in Italia. Sono l’unica a trovarlo inopportuno, a rilevarvi una nota contraddittoria al limite del ridicolo se non fosse invece tragica? La cultura in Italia è ormai concepita come bene personale, circolo privato. E, come nelle migliori famiglie, i panni sporchi si lavano in casa.

J’aperçois une ironie quasi insolente dans la présence au Festival du cinéma de Venise du film Se hai una montagna di neve, tienila all’ombra. Viaggio nella cultura in Italia d’Elisabetta Sgarbi, sœur de Vittorio, multi-tasker man par excellence, omniprésent et tout-puissant maître de l’art en Italie, récemment nommé Surintendant du pôle muséal à Venise. Le film, là est l’ironie, est un documentaire qui relate de l’état et du rôle de la culture et des arts en Italie. Suis-je la seule à le trouver inopportun, à y trouver une note contradictoire à la limite du ridicule, si ce n’était au contraire tragique ? La culture en Italie est désormais conçue comme bien personnel, cercle privé. Et, dans les meilleures des maisons, on lave son linge sale en famille.

Venezia muore

Morte a Venezia, di Luchino Visconti, 1971

L’Hôtel des Bains del Lido (cornice di Morte a Venezia, il romanzo e poi il film) ha chiuso, nel silenzio, ritornerà trasformato in appartamenti di lusso. Al via la 67. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, stanco esibirsi di una grandezza svanita, evaporata, venduta, ormai vuota. Muore, e Venezia con lei.

L’Hôtel des Bains du Lido de Venise (décor de Mort à Venise, le roman et le film après) a fermé dans le silence, il reviendra à nouveau transformé en appartements de luxe. Le 67e Festival du Cinéma de Venise débute, passerelle fatiguée d’une grandeur évanouie, vendue, évaporée, désormais vide. Il se meurt, et Venise avec lui.

Faut-il se méfier des mots ? (le parole sono importanti)

Faut-il se méfier des mots ? Les mots sont importants. Si deve diffidare delle parole? Les parole sono importanti.

Palombella rossa de Nanni Moretti, Italie, 1989 (1h29) avec Nanni Moretti, Silvio Orlando, Asia Argento…

“Matrimoni a pezzi” “Kitsch” “Io non sono alle prime armi” “Il mio ambiente è molto cheap”… Ma dov’è andata a prendere questa espressione? Come parla? Come parlaaa?!! Le parole sono importanti! Come parlaaa?!!

« Mariages en éclats » « Kitsch » « J’ai fait mes premières armes » « Mon environnement est très cheap »… Mais où êtes-vous allé chercher cette expression ? Mais comment parlez-vous ? Comment parlez-vouuusss ?!!! Les mots sont importants ! Comment parlez-vouuusss?!!

>> Ben, Il faut se méfier des mots, 1993. Rue de Belleville, Paris 19e. (E per la cronaca, Rétrospective Ben, MAC de Lyon, du 3 mars au 11 juillet 2010).

« L’innocenza è una colpa ». Pier Paolo Pasolini

La sequenza del fiore di carta, di Pier Paolo Pasolini, 1968 con Ninetto Davoli (tratto da Amore e rabbia)

Riccetto, Riccetto, ascoltami, mi senti, mi senti ? Ascolta Riccetto, è Dio che ti parla… Dio, Dio!
Oh, l’hai capito Riccetto? Ti sta parlando Dio.
Mi ascolti adesso?
No.
Eppure ti parlo chiaro.
Fammi un segno, un segno solo e io capirò che vuoi ascoltarmi. Non mi senti? Sei sordo? Non hai orecchi per intendermi?
Ti parlerò lo stesso Riccetto, anche se tu non mi vuoi far alcun segno.
Ed ecco quello che voglio da te. Io voglio da te i tuoi frutti, i tuoi primi frutti.
Quali sono questi frutti?
I frutti del tuo sapere e del tuo volere.
E che cosa sai Riccetto, che cosa vuoi, Riccetto?
È vero, tu sei innocente e chi è innocente non sa e chi non sa non vuole ma io che sono il tuo Dio ti ordino di sapere e di volere.
È contraddittorio, lo so. Forse è anche insolubile. Perché, se tu sei un innocente, non puoi non esserlo e se sei innocente non puoi avere coscienza volontaria.
Dì, a chi ha parlato Cristo, il mio figlio se non agli innocenti e perché? Perché sapessero.
Tu dirai che è presto, che è solo marzo, che non puoi dare i tuoi frutti, che li darai in settembre. Ma che discorsi sono questi? Marzo, settembre… per me, Dio, non sono che vuote parole. Se la fede fa muovere una montagna, figurarsi che importanza ha che sia marzo o settembre.
Ascoltami Riccetto, ascoltami! Un solo sguardo verso il cielo, un solo cenno mi basterebbe.
Ascoltami se non vuoi perderti!
L’innocenza è una colpa, l’innocenza è una colpa, lo capisci? E gli innocenti saranno condannati perché non hanno più il diritto di esserlo.
Io non posso più perdonare chi passa con lo sguardo felice dell’innocente tra le ingiustizie e le guerre, tra gli orrori e il sangue.
Come te, ci sono milioni di innocenti in tutto il mondo, che vogliono scomparire dalla storia piuttosto che perdere la loro innocenza. E io li devo far morire anche se lo so che non possono far altro, io debbo maledirli come il fico e farli morire, morire, morire…

Adieu Falkeberg de Jesper Ganslandt

Adieu Falkberg, de Jesper Ganslandt, Suède, 2006 (1h31) avec Holger Eriksson, David Johnson…

Je parlais, hier, de sprezzatura, de grazia : vertus que j’ai retrouvées dans le premier long-métrage de Jesper Ganslandt. La dimension du souvenir est centrale : « le souvenir est traître » parce qu’il efface peu à peu les évènements tristes, désagréables laissant une image polie du passé. … continue

La sprezzatura et la traversée du Louvre

Questa virtù adunque contraria alla affettazione, la qual noi per ora chiamiamo sprezzatura, oltre che ella sia il vero fonte donde deriva la grazia, porta ancor seco un altro ornamento, il quale accompagnando qualsivoglia azione umana per minima che ella sia, non solamente subito scopre il saper di chi la fa, ma spesso lo fa estimar molto maggior di quello che è in effetto; perché negli animi delli circostanti imprime opinione, che chi così facilmente fa bene sappia molto più di quello che fa, e se in quello che fa ponesse studio e fatica, potesse farlo ancora meglio. (…) Spesso ancor nella pittura una linea sola non stentata, un sol colpo di pennello tirato facilmente, di modo che paja che la mano, senza esser guidata da studio o d’arte alcuna, vada per sé stessa al suo termine secondo la intenzion del pittore, scopre chiaramente la eccellenza dell’artefice, circa la opinion della quale ognuno poi si estende secondo il suo giudicio: e ‘l medesimo interviene quasi d’ogni altra cosa. Sarà adunque il nostro Cortegiano estimato eccellente, ed in ogni cosa averà grazia, e massimamente nel parlare, se fuggirà l’affettazione: nel qual errore incorrono molti (…)

Baldassare Castiglione, Il cortigiano, 1528

Jean-Luc Godard, Bande à part, France, 1964 (1h15) avec Anna Karina, Samy Frey, Claude Brasseur…

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