Pane e cultura

Me l’ero persa. Recupero.

Nei periodi di crisi la gente non si mangia mica la cultura. Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia, ottobre 2010

J’avais raté celle-là. Je récupère.

En période de crise, les gens ne vont quand même pas manger de la culture. Giulio Tremonti, Ministre de l’Economie, octobre 2010

François-Marie Banier, chaque homme est un artiste

Finalement une affaire franco-française qui sent l’Italie, une bouffée d’air frais en cette grise rentrée parisienne qui me fait sentir un peu plus chez moi et me réchauffe comme le soleil de la Méditerranée. Une affaire qui sent le conflit d’intérêts, l’arrogance, l’hypocrisie du monde de l’art qui se mêle au pouvoir. Cet air vicié qui me manque tant et que j’essaie de flairer de loin. L’histoire de François-Marie Banier, photographe protégé par la « mécène » Liliane Bettencourt. Artiste dont l’œuvre possède une valeur proche du zéro sur le marché, d’après une enquête menée par Beaux-Arts Magazine. Grâce à la générosité de l’impératrice des crèmes, il aurait ressemblé une collection qui est un « véritable petit musée ». Avec un petit Picasso, un petit Léger, un petit Munch. En novembre 2010 il aurait dû aussi faire l’objet d’une exposition personnelle à la Maison Européenne de la Photographie à Paris. Le vacarme du scandale Bettencourt pourrait pourtant causer son annulation et repousser ainsi la consécration définitive de l’artiste « cote zéro ». François-Marie Banier incarnation de la pensée de Joseph Beuys « Chaque homme est un artiste » ?

Finalmente un affaire franco-francese che sa d’Italia, una buffata d’aria fresca che mi fa sentire un po’ più a casa in questo grigio rientro dalle vacanze parigino, portandomi il sole del Mediterraneo. Una storia che sa di conflitto d’interessi, di arroganza, d’ipocrisia del mondo dell’arte che si mescola al potere. Quest’aria viziata che mi manca tanto e che cerco di annusare da lontano. La storia di François-Marie Banier, fotografo protetto dalla “mecenate” Liliane Bettencourt (erede ottantenne dell’impero L’Oréal). Artista la cui opera possiede sul mercato un valore vicino allo zero, secondo un’inchiesta di Beaux-Arts Magazine. Grazie alla generosità dell’imperatrice delle creme, l’artista avrebbe messo insieme una collezione paragonabile ad “un piccolo, vero museo”. Con un piccolo Picasso, un piccolo Léger, un piccolo Munch. Come se non bastasse, a novembre la sua opera avrebbe dovuto essere l’oggetto di una mostra personale alla Maison Européenne de la Photographie di Parigi. Il polverone sollevato dallo scandalo Bettencourt potrebbe purtroppo causare il suo annullamento e rinviare di fatto la consacrazione definitiva dell’artista “zero valore”. François-Marie Banier, incarnazione del pensiero di Joseph Beuys “Ogni uomo è un artista”?

Sgarbi veneziani

Scorgo un’ironia quasi insolente nella presenza alla Mostra del cinema di Venezia del film Se hai una montagna di neve, tienila all’ombra. Viaggio nella cultura in Italia di Elisabetta Sgarbi, sorella di Vittorio, multi-tasker man per eccellenza, onnipresente e onnipotente signore dell’arte in Italia, recentemente nominato Soprintendente del polo museale di Venezia. Il film, e qui è l’ironia, è un documentario che indaga lo stato e il ruolo della cultura e delle arti in Italia. Sono l’unica a trovarlo inopportuno, a rilevarvi una nota contraddittoria al limite del ridicolo se non fosse invece tragica? La cultura in Italia è ormai concepita come bene personale, circolo privato. E, come nelle migliori famiglie, i panni sporchi si lavano in casa.

J’aperçois une ironie quasi insolente dans la présence au Festival du cinéma de Venise du film Se hai una montagna di neve, tienila all’ombra. Viaggio nella cultura in Italia d’Elisabetta Sgarbi, sœur de Vittorio, multi-tasker man par excellence, omniprésent et tout-puissant maître de l’art en Italie, récemment nommé Surintendant du pôle muséal à Venise. Le film, là est l’ironie, est un documentaire qui relate de l’état et du rôle de la culture et des arts en Italie. Suis-je la seule à le trouver inopportun, à y trouver une note contradictoire à la limite du ridicule, si ce n’était au contraire tragique ? La culture en Italie est désormais conçue comme bien personnel, cercle privé. Et, dans les meilleures des maisons, on lave son linge sale en famille.

Venezia muore

Morte a Venezia, di Luchino Visconti, 1971

L’Hôtel des Bains del Lido (cornice di Morte a Venezia, il romanzo e poi il film) ha chiuso, nel silenzio, ritornerà trasformato in appartamenti di lusso. Al via la 67. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, stanco esibirsi di una grandezza svanita, evaporata, venduta, ormai vuota. Muore, e Venezia con lei.

L’Hôtel des Bains du Lido de Venise (décor de Mort à Venise, le roman et le film après) a fermé dans le silence, il reviendra à nouveau transformé en appartements de luxe. Le 67e Festival du Cinéma de Venise débute, passerelle fatiguée d’une grandeur évanouie, vendue, évaporée, désormais vide. Il se meurt, et Venise avec lui.

Sul concetto di inutilità e sulla cultura in Italia (vedi alla voce ETI)

inutilità

inutilità s. f. [dal lat. inutilĭtas -atis]. – L’essere inutile, condizione di ciò che è, o si ritiene, o è riuscito inutile: i. di una cura, di un rimedio; vista l’i. dei miei sforzi, ho dovuto desistere; i risultati provano l’i. di simili tentativi; vista l’i. della mia presenza qui, posso anche andarmene; sostenere l’i. di un metodo.

via Treccani.it

Inutilità e logica utilitaristica. Il concetto di « utilità », usato per valutare una istituzione culturale, può avere due sommarie declinazioni. Utilità materiale, finanziaria: esaminare il ritorno economico rispetto all’investimento. Soldi. Oppure. Utilità immateriale, pedagogica, morale: esaminare il beneficio in termini di formazione ed educazione, trasmissione e creazione di sapere. Cultura. L’Ente Teatrale Italiano, qualunque sia l’interpretazione scelta dal governo e il risultato della bilancia tra i due criteri, è stato giudicato inutile e soppresso da un decreto del maggio 2010. … continue

Archeocondono. Pochi dannati e subito.

Ciclicamente in Italia si rispolverano vecchie idee accantonate nel passato, le si estraggono di nuovo magicamente dal cappello. Si avanza per tentativi. Si tasta il polso del paese, si prova. Si ritenta, se il momento buono è arrivato, se l’opinione pubblica è sufficientemente anestetizzata per accettare in silenzio ciò che anni prima si era dovuto ritirare. Se la soglia di accettazione si è abbassata quanto basta, se il pubblico è distratto da altre impellenze (la crisi, i mondiali di calcio, gli scandali politici…). Così, oggi, nella terra dei condoni, si ritorna a parlare di « archeocondono ». Vecchia proposta di Forza Italia avanzata nel 2004 che depenalizza il possesso illegale di beni archeologici e apre ai detentori fraudolenti la possibilità di ottenere una « concessione di deposito » trentennale, rinnovabile e trasferibile in eredità, dietro pagamento di una mini-multa. L’idea della cultura come un patrimonio da spremere e non una risorsa da alimentare. Vendere la propria anima per qualche soldo. Pochi dannati e subito.

Cycliquement en Italie on dépoussière des idées anciennes mises de côté dans le passé, on les extrait magiquement du chapeau. On avance par tentatives. On tâte le pouls du pays, on essaye. On réessaye, si le bon moment est arrivé, si l’opinion publique est assez anesthésiée pour accepter silencieusement ce qu’on avait dû retirer auparavant. Si le seuil d’acceptation s’est suffisamment abaissé, si le public est distrait par d’autres urgences (la crise, la coupe du monde de football, les scandales politiques…). Ainsi, aujourd’hui, dans la terre des condoni (« amnisties »), on recommence à parler de archeocondono (« amnistie archéologique »). Il s’agit d’une vieille proposition de Forza Italia datée 2004 qui dépénalise la possession illégale de biens archéologiques et ouvre aux fraudeurs la possibilité d’obtenir une « concession de dépôt » de trente ans, renouvelable et transférable par héritage, derrière payement d’une mini-amende. L’idée de la culture comme un patrimoine à presser jusqu’à épuisement et non comme une ressource à nourrir. La logique de vendre sa propre âme en échange de quelques sous. Pochi dannati e subito.