Sul concetto di inutilità e sulla cultura in Italia (vedi alla voce ETI)

inutilità

inutilità s. f. [dal lat. inutilĭtas -atis]. – L’essere inutile, condizione di ciò che è, o si ritiene, o è riuscito inutile: i. di una cura, di un rimedio; vista l’i. dei miei sforzi, ho dovuto desistere; i risultati provano l’i. di simili tentativi; vista l’i. della mia presenza qui, posso anche andarmene; sostenere l’i. di un metodo.

via Treccani.it

Inutilità e logica utilitaristica. Il concetto di « utilità », usato per valutare una istituzione culturale, può avere due sommarie declinazioni. Utilità materiale, finanziaria: esaminare il ritorno economico rispetto all’investimento. Soldi. Oppure. Utilità immateriale, pedagogica, morale: esaminare il beneficio in termini di formazione ed educazione, trasmissione e creazione di sapere. Cultura. L’Ente Teatrale Italiano, qualunque sia l’interpretazione scelta dal governo e il risultato della bilancia tra i due criteri, è stato giudicato inutile e soppresso da un decreto del maggio 2010. … continue

Féerique Gattinoni

Atmosfera onirica, vestiti illuminati da spot, visioni féeriques create da Gattinoni negli anni cinquanta: lo spirito di Ingrid Bergman, Anna Magnani, Audrey Hepburn nell’aria, quando Hollywood era ancora un sogno glamour di seta, strass e classe. Rétro, salto nel passato, Zazie, immersa nel suo ambiente naturale fatto di cinema e vintage, spunta dietro la coda scultorea di un vestito, come una bambola surrealista.

Atmosphère onirique, des robes éclairées par des spots, visions féeriques créées par Gattinoni pendant les années cinquante : l’esprit d’Ingrid Bergman, Anna Magnani, Audrey Hepburn dans l’air, quand Hollywood était encore un rêve glamour en soie, strass et classe. Rétro, saut dans le passé, Zazie, plongée dans son environnement naturel de cinéma et vintage, apparaît derrière la queue sculpturale d’une robe, comme une poupée surréaliste.

Gattinoni s’expose, Istituto Italiano di Cultura, 73 rue de Grenelle, Paris 7e du 16 juin au 30 juillet 2010

Ragazze la vita trema di Paola Sangiovanni

Intervista a Paola Sangiovanni, regista di Ragazze, la vita trema (qui trovate il trailer), documentario, Italia, 2009 (1h25), Fake Factory per Metafilm. Film presentato alla 66. Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Giornate degli autori. Proiettato in occasione del Festival Histoires d’It. vol. 3 all’Istituto di Cultura Italiano.

Il giorno in cui il Vaticano plaude alla decisione del neoeletto Presidente della Regione Piemonte Cota di rifiutare la distribuzione della pillola abortiva Ru486 e il Papa dichiara legittimo il diritto dei medici all’obiezione nella pratica dell’aborto come reazione contro delle “leggi ingiuste” (le leggi democraticamente votate dal Parlamento italiano), è il giorno migliore per parlare dell’opera prima di Paola Sangiovanni. Il documentario Ragazze, la vita trema. Quattro donne raccontano il loro impegno civile all’interno del movimento femminista, dal suo inizio in pieno slancio del ’68 fino alle grandi battaglie degli anni settanta per la legalizzazione dell’aborto, a favore del divorzio, per un nuovo diritto di famiglia, per una nuova legislazione contro la violenza sulle donne. È uno sguardo laterale sulla storia, la grande storia, alternativo perché leva una voce minoritaria rispetto a quella, dominante, della società governata dagli uomini. Ho provato una strana nostalgia – un sentimento inappropriato in fondo perché non si può rimpiangere quello che non si è vissuto – ma ho provato un profondo irragionevole rimpianto per un’epoca in cui ognuno sentiva di appartenere ad una comunità di azione e di pensiero, di vivere una “comunanza” oltre la sfera individuale e che dall’impegno collettivo potesse dipendere la propria sorte e si potesse pensare, persino, di cambiare il mondo. Quando una rivoluzione vera è stata possibile: dei cambiamenti radicali progressivi e duraturi, in cui ogni passo fatto era una conquista. Il documentario avvicina con tatto e senza mai cadere nel manicheismo o nei clichés la causa femminista, le sue lotte. Costruisce il racconto a partire delle testimonianze a cui sovrappone le immagini d’archivio. Ricorda, se fosse necessario, le lotte e il sudore che stanno, invisibili, dietro alle conquiste civili, ai diritti di cui godiamo e che oggi paiono ormai acquisiti. Oggi si impone l’urgenza di opporre resistenza – culturale, attiva – alla regressione della figura della donna in Italia, ai tentativi di reazione che insinuano un sospetto di non legittimità di quei diritti, della libertà della donna alla sua autodeterminazione. “L’aborto è un dramma, non è un reato”, recitava lo slogan. Urliamolo.

Le jour où le Vatican fait l’éloge de la décision du néo-élu Président de la Région Piémont Cota de refuser la distribution de la pilule abortive Ru486 et le Pape déclare légitime le droit des médecins à refuser de pratiquer l’avortement comme réponse contre des « lois injustes » (des lois démocratiquement votées par le Parlement italien), c’est le meilleur des jours pour parler du premier long-métrage de Paola Sangiovanni. Le documentaire Ragazze, la vita trema (Les filles, la vie tremble). Quatre femmes racontent leur engagement civil au sein du mouvement féministe, de ses débuts sous l’élan du ’68 jusqu’aux grandes batailles des années soixante-dix pour la légalisation de l’avortement, à faveur du divorce, pour un nouveau droit de la famille, pour une législation contre la violence faite aux femmes. Il s’agit d’un regard de biais sur l’histoire (la grande histoire), alternatif, parce qu’il lève une voix minoritaire par rapport à celle, dominante, de la société gouvernée par les hommes. J’ai éprouvé une étrange nostalgie – un sentiment inapproprié au fond parce qu’on ne peut pas regretter ce qu’on n’a pas vécu – mais j’ai éprouvé un profond irraisonnable regret pour une époque où chacun sentait d’appartenir à une communauté d’action et de pensée, d’être en train de vivre une comunanza au-delà de la sphère individuelle et que de l’engagement collectif pouvait dépendre son propre sort et où on pouvait penser, même, de changer le monde. Quand une vraie révolution a été possible : des changements radicaux progressifs et durables, où chaque pas accompli marquait une conquête. Le documentaire approche avec tact et sans jamais tomber dans le manichéisme ou dans les clichés, la cause féministe, ses luttes. Il construit un récit à partir de témoignages auxquelles il superpose des images d’archive. Il nous rappelle – si c’était nécessaire – la lutte et l’effort qui restent, invisibles, derrière les conquêtes civiles, les droits dont on jouit et qu’aujourd’hui nous semblent désormais acquis. Aujourd’hui l’urgence s’impose d’opposer une résistance – culturelle, active – à la régression de l’image de la femme en Italie, aux tentatives de réaction qui insinuent un suspect d’illégitimité sur ces droits, sur la liberté de la femme à son autodétermination. « L’avortement est un drame, n’est pas un crime » récitait le slogan. Crions-le.

> E per chi non l’avesse ancora visto, consiglio di vedere il documentario Il corpo delle donne di Lorella Zanardo sull’utilizzo del corpo della donna nella televisione italiana. Et pour qui ne l’a pas vu, je conseille de regarder le documentaire Le corps des femmes de Lorella Zanardo sur l’utilisation du corps féminin dans la télévision italienne.

La bocca del lupo di Pietro Marcello

La bocca del lupo (La gueule du loup), de Pietro Marcello, Italie, 2009 (1h15). Meilleur film au Torino Film Festival. Meilleur documentaire à la Berlinale.

Un nuovo linguaggio documentario, cinematografico, una narrazione ad incastro mette insieme i pezzi rotti di vite difficili, un racconto di una storia d’amore e una ricerca nell’anima della città di Genova, tra presente e passato. Il racconto procede per suggestioni, è un viaggio tortuoso, la ricostruzione di una storia, a ritroso, con accelerazioni improvvise e ritorni nel passato attraverso le immagini d’archivio amatoriali. Segue i percorsi labirintici dei vicoli stretti di Genova, della prostituzione e della criminalità, dei marginali. Immerso nel buio delle strade della città ma con lo sguardo volto verso il mare, luogo d’approdo e di partenza, scenario di vecchia e nuova immigrazione. Pietro Marcello racconta con pudore e sensibilità la fragilità della povertà, la scelta del percorso criminale come reazione vitale del più debole contro la ferocia spietata del mondo che lo rigetta e lo inghiotte. Racconta l’incontro in prigione, la storia d’amore tra Enzo, immigrato siciliano, e Mary, una transessuale. Due vite tra la droga, la galera, i problemi di soldi. Un legame forte, il sodalizio di due solitudini con il sogno di una casa in campagna da cui guardare il mare. Una boccata d’aria, uno sguardo nuovo, diverso nel buio dell’Italia contemporanea.

Un nouveau langage documentaire, cinématographique, une narration à emboîtement met ensemble les morceaux cassés de vies difficiles, un récit d’une histoire d’amour et une recherche dans l’âme de la ville de Gênes, un voyage entre le présent et le passé. Le récit procède par suggestions, c’est un voyage tortueux, la reconstruction d’une histoire à rebrousse-poil, avec des accélérations soudaines et des retours en arrière, dans le passé, à travers des images d’archive d’amateurs. Il suit les parcours labyrinthiques des ruelles étroites de Gênes, de la prostitution et de la criminalité, des marginaux. Plongé dans l’obscurité des rues de la ville mais avec le regard orienté vers la mer, lieu d’arrivé et de départ, scénario de la vieille et de la nouvelle immigration. Pietro Marcello raconte avec pudeur et sensibilité la fragilité de la pauvreté, le choix du parcours criminel comme réaction vitale des plus faibles contre la férocité sans pitié du monde qui les rejette et les englouti. Il raconte la rencontre en prison, l’histoire d’amour entre Enzo, un immigré sicilien, et Mary, une transsexuelle. Deux vies entre la drogue, la galère, les problèmes d’argent. Un lien soudé, l’union de deux solitudes avec le rêve d’une maison de campagne d’où regarder la mer. Une bouffée d’air, un regard nouveau, différent dans l’obscurité de l’Italie contemporaine.

Film en Compétition Internationale au festival Cinéma du Réel en programmation aujourd’hui 26 mars (en présence du réalisateur) et demain 27 mars. Dans le cadre du Festival Histoires d’It. 3 - Le Nouveau Documentaire italien, séance en présence du réalisateur lundi 30 mars à l’Institut Culturel Italien 73, rue de Grenelle Paris 7ème (appeler pour réservation).

La rabbia di Pier Paolo Pasolini di Giuseppe Bertolucci

La rabbia di Pier Paolo Pasolini, di Giuseppe Bertolucci, Italia, 2008 (1h23), voci di Giorgio Bassani (poesia) e Renato Guttuso (prosa)

Del mondo antico e del mondo futuro / era rimasta solo la bellezza, e tu, / povera sorellina minore, / quella che corre dietro ai fratelli più grandi, / e ride e piange con loro, per imitarli, / e si mette addosso le loro sciarpette, / tocca non vista i loro libri, i loro coltellini, / tu sorellina più piccola, / quella bellezza l’avevi addosso umilmente, / e la tua anima di figlia di piccola gente, / non hai mai saputo di averla, / perché altrimenti non sarebbe stata bellezza. / Sparì, come un pulviscolo d’oro. / Il mondo te l’ha insegnata. / Così la tua bellezza divenne sua. / Dello stupido mondo antico / e del feroce mondo futuro / era rimasta una bellezza che non si vergognava / di alludere ai piccoli seni di sorellina, / al piccolo ventre così facilmente nudo. / E per questo era bellezza, la stessa / che hanno le dolci mendicanti di colore, / le zingare, le figlie dei commercianti / vincitrici ai concorsi a Miami o a Roma / Sparì, come una colombella d’oro. / Il mondo te l’ha insegnato, / e così la tua bellezza non fu più bellezza. / Ma tu continuavi ad esser bambina, / sciocca come l’antichità, crudele come il futuro, / e fra te e la tua bellezza posseduta dal potere / si mise tutta la stupidità e la crudeltò del presente / te la portavi sempre dietro come un sorriso tra le lacrime / impudica per passività, indecente per obbedienza. / Sparì come una bianca ombra d’oro. / La tua bellezza sopravvissuta del mondo antico, / richiesta dal mondo futuro, posseduta / dal mondo presente, divenne così un male. / Ora i fratelli maggiori finalmente si voltano, / smettono per un momento i loro maledetti giochi, / escono dalla loro inesorabile distrazione, / e si chiedono: « È possibile che Marilyn, / la piccola Marilyn ci abbia indicato la strada? » / Ora sei tu, la prima, tu la sorella più piccola, quella / che non conta nulla, poverina, col suo sorriso, / sei tu la prima oltre le porte del mondo / abbandonato al suo destino di morte.

Du monde antique et du monde futur / la beauté seule était demeurée, et toi, / pauvre petite soeur cadette, / celle qui court derrière ses frères plus grands, / et rit et pleure avec eux, pour les imiter, / toi petite sœur plus jeune, / cette beauté-là tu la portais humblement, / et ton âme de fille de petites gens / n’a jamais su qu’elle la possédait, / sinon il n’y aurait pas eu de beauté. / Le monde te l’a enseignée, / ainsi ta beauté est devenue sienne. / De l’effrayant monde antique et de l’effrayant monde futur / la beauté seule demeurait, et toi / tu l’as traînée comme un sourire obéissant. / L’obéissance demande trop de larmes englouties, / de don aux autres, trop de regards joyeux / qui réclament leur pitié! / Ainsi, ta beauté tu l’as emportée. / Elle disparut comme une poussière d’or. / Du stupide monde antique et du cruel monde futur / demeurait une beauté qui n’avait pas honte / de faire allusion aux petits seins de sœur cadette, / au petit ventre si facilement nu. / A cause de cela il y avait de la beauté, / la même que celle des douces filles de ton monde… / les filles de commerçants qui remportent les concours de Miami ou de Londres. / Elle disparut comme une colombe d’or. / Le monde te l’a enseignée, / ainsi ta beauté ne fut plus de la beauté. / Mais tu étais toujours une enfant, / sotte comme l’antiquité, cruelle comme le futur, / et entre toi et ta beauté possédée par le Pouvoir / prit place toute la stupidité et la cruauté du présent. / Tu la portais toujours comme un sourire entre les larmes, / impudique par passivité, indécente par obéissance. / Elle disparut comme une blanche colombe d’or. / Ta beauté qui a survécu au monde antique, / réclamée par le monde futur, possédée par le monde présent, devint un mal mortel. / Maintenant les frères aînés, enfin, se retournent, / suspendent pour un moment leurs jeux maudits, / se détournent de leur inexorable distraction, / et se demandent: « Est-ce possible que Marilyn, la petite Marilyn, nous ait montré la route? » / Maintenant c’est toi, / celle qui ne compte pas, la pauvre, avec son sourire, / c’est toi la première au-delà des portes du monde / abandonné à son destin de mort. [traduction de Stefano Bevacqua et Annick Bouleau, publiée dans le hors-série "Pasolini cinéaste", Cahiers du cinéma, 1981]

Pier Paolo Pasolini, Marilyn (1962)

Film projeté hier soir à la Cinémathèque française à l’occasion de l’ouverture du Festival Histoires d’It. 3 - Le Nouveau Documentaire italien, organisé par l’Institut Culturel Italien.