venezianotte

Venezia è un dedalo, di calli, di storie, di pensieri. Perdendosi tra calli e pensieri, succede ancora di ritrovare le voci ormai dimenticate di scrittori, in librerie perdute fatte apposta per flâneurs perduti e scrittori nell’oblio. Scrittori amati, poi dimenticati ed oggi introvabili, apprezzati all’estero, bistrattati in Italia. Sollevano pensieri sul destino e la fama, sulla volubilità della fortuna, sul non-sense di quel filtro potentissimo – tra caso e volontà – che decide della perpetuazione o no di quelle voci, sull’implacabilità della moda. La storia dei dimenticati. Incontro fortuito con il libro « La confusione » di Pier Maria Pasinetti, uno scrittore fuori moda. Uno scrittore veneziano.

Venise est un dédale de calli, d’histoires, de pensées. En se perdant parmi les calli et les pensées, il peut encore arriver de retrouver des voix désormais oubliées d’écrivains, dans des librairies perdues faites pour les flâneurs perdus et les écrivains dans l’oubli. Des écrivains aimés, puis oubliés et aujourd’hui introuvables, appréciés à l’étranger, boudés en Italie. Ils soulèvent des refléxions sur le destin et de la célébrité, de la volubilité de la chance, le non-sense de ce filtre puissant – entre hasard et volonté – qui décide de la perpétuation ou pas de ces voix, l’implacabilité de la mode. L’histoire des oubliés. Rencontre fortuite avec le livre « Le sourire du lion » de Pier Maria Pasinetti, un écrivain pas de mode en Italie. Un écrivain vénitien.

« Lì c’è la fibra. Nata e cresciuta in quella città [...] quella città forte e tremenda con geli senza riparo e nebbie invernali e umido e disagi atroci, dove ci si deve muovere a piedi per la rete di stradine la cui complicazione toglie il respiro e sgomenta i visitatori. In secoli di riscaldamenti insufficienti, sul fango, mediante organizzazioni architettoniche e strutturali estremamente ardue, hanno creato i commerci, le galere, le arti, i divertimenti. È una città dura, dura, di pietra, con inondazioni ogni anno e non in campagne palustri ma nel più splendido centro della città, con spelonche sommerse che furono un tempo magazzini di spezie orientali o cripte di chiese. E geli, e nebbie nelle ossa, e poi viceversa estati in cui la pietra continua a scottare anche durante la notte… [...] La durezza di Venezia, mistura indissolubile di fantasia e di calcolo, di solidità e di follia ».

Pier Maria Pasinetti, La confusione, 1964