Non ci era riuscito il Vesuvio, ci riuscirà Sandro Bondi

da Gli ultimi giorni di Pompei di Steve Reeves, 1959

L’eruzione del Vesuvio non era riuscita a cancellare per sempre Pompei nel 79 d.C., l’aveva immobilizzata come pietra, la classe dirigente italiana del ventunesimo secolo riuscirà a ridurla in cenere .

L’éruption du Vésuve n’avait pas su effacer pour toujours Pompéi en l’an 79, il l’avait immobilisée comme pierre, la classe dirigeante italienne du XXIe siècle réussira à la réduire en cendre.

Sul concetto di inutilità e sulla cultura in Italia (vedi alla voce ETI)

inutilità

inutilità s. f. [dal lat. inutilĭtas -atis]. – L’essere inutile, condizione di ciò che è, o si ritiene, o è riuscito inutile: i. di una cura, di un rimedio; vista l’i. dei miei sforzi, ho dovuto desistere; i risultati provano l’i. di simili tentativi; vista l’i. della mia presenza qui, posso anche andarmene; sostenere l’i. di un metodo.

via Treccani.it

Inutilità e logica utilitaristica. Il concetto di « utilità », usato per valutare una istituzione culturale, può avere due sommarie declinazioni. Utilità materiale, finanziaria: esaminare il ritorno economico rispetto all’investimento. Soldi. Oppure. Utilità immateriale, pedagogica, morale: esaminare il beneficio in termini di formazione ed educazione, trasmissione e creazione di sapere. Cultura. L’Ente Teatrale Italiano, qualunque sia l’interpretazione scelta dal governo e il risultato della bilancia tra i due criteri, è stato giudicato inutile e soppresso da un decreto del maggio 2010. … continue

Archeocondono. Pochi dannati e subito.

Ciclicamente in Italia si rispolverano vecchie idee accantonate nel passato, le si estraggono di nuovo magicamente dal cappello. Si avanza per tentativi. Si tasta il polso del paese, si prova. Si ritenta, se il momento buono è arrivato, se l’opinione pubblica è sufficientemente anestetizzata per accettare in silenzio ciò che anni prima si era dovuto ritirare. Se la soglia di accettazione si è abbassata quanto basta, se il pubblico è distratto da altre impellenze (la crisi, i mondiali di calcio, gli scandali politici…). Così, oggi, nella terra dei condoni, si ritorna a parlare di « archeocondono ». Vecchia proposta di Forza Italia avanzata nel 2004 che depenalizza il possesso illegale di beni archeologici e apre ai detentori fraudolenti la possibilità di ottenere una « concessione di deposito » trentennale, rinnovabile e trasferibile in eredità, dietro pagamento di una mini-multa. L’idea della cultura come un patrimonio da spremere e non una risorsa da alimentare. Vendere la propria anima per qualche soldo. Pochi dannati e subito.

Cycliquement en Italie on dépoussière des idées anciennes mises de côté dans le passé, on les extrait magiquement du chapeau. On avance par tentatives. On tâte le pouls du pays, on essaye. On réessaye, si le bon moment est arrivé, si l’opinion publique est assez anesthésiée pour accepter silencieusement ce qu’on avait dû retirer auparavant. Si le seuil d’acceptation s’est suffisamment abaissé, si le public est distrait par d’autres urgences (la crise, la coupe du monde de football, les scandales politiques…). Ainsi, aujourd’hui, dans la terre des condoni (« amnisties »), on recommence à parler de archeocondono (« amnistie archéologique »). Il s’agit d’une vieille proposition de Forza Italia datée 2004 qui dépénalise la possession illégale de biens archéologiques et ouvre aux fraudeurs la possibilité d’obtenir une « concession de dépôt » de trente ans, renouvelable et transférable par héritage, derrière payement d’une mini-amende. L’idée de la culture comme un patrimoine à presser jusqu’à épuisement et non comme une ressource à nourrir. La logique de vendre sa propre âme en échange de quelques sous. Pochi dannati e subito.

Tagli, in senso figurato e in senso proprio

Ci sono tagli in senso figurato e tagli in senso proprio: i primi inferti brandendo un martello metaforico (o piuttosto un’accetta), i secondi un martello in senso proprio. I primi tagliano i fondi alla sussistenza della cultura, i secondi la demoliscono fisicamente, modellando così un’immagine (metaforica) dei primi. I primi inferti dallo Stato, i secondi da anonimi cittadini. Entrambi al tempo stesso sintomi e conseguenze di una temperie culturale o, più propriamente, anticulturale della società. Fanno entrambi male.

Il y a des des coupes en sens figuré et des coupes en sens propre : les premières infligées en brandissant un marteau métaphorique (ou plutôt une hache), les secondes un marteau dans le sens propre. Les premières coupent les financements à la subsistance de la culture, les secondes la démolissent physiquement, en façonnant ainsi une image (métaphorique) des premières. Les premières infligées par l’État, les secondes par des anonymes citoyens. Les deux étant en même temps symptômes et conséquences d’une atmosphère culturelle, ou plus proprement, anticulturelle de la société. Les deux font mal, également.

Update: Vittorio Sgarbi Everywhere

Da ipotesi ventilata, Vittorio Sgarbi è stato, notizia, nominato Sovrintendente del polo museale di Venezia. C’è chi ne prende spunto per una riflessione sulla differenza tra ambizione e vanità. Io mi limiterò a rilevarne la « contraddizione », essendo egli già stato condannato definitivamente per assenteismo alla Sovrintendenza regionale del Veneto. « Tanti impegni che non sarà facile conciliare », Vittorio Sgarbi dixit, neo-Sovrintendente del polo museale di Venezia, curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2011, supervisore degli acquisti del MAXXI di Roma e (en passant) sindaco di Salemi, dove ha recentemente inaugurato il Museo della mafia.

De hypothèse ventilée, Vittorio Sgarbi a été, news, nommé Surintendant du pôle muséal de Venise. Il y en a à qui ça inspire une réflexion sur la différence entre ambition et vanité. Personnellement, je me bornerai à en relever la « contradiction » ayant lui déjà été condamné définitivement pour cause d’absentéisme à la Surintendance régionale de la Vénétie. « Beaucoup de charges pas faciles à concilier », Vittorio Sgarbi dixit, néo-Surintendant du pôle muséal de Venise, commissaire du Pavillon italien à la Biennale de Venise 2011, superviseur des achats du MAXXI à Rome et (en passant) maire de Salemi, en Sicile, où il a récemment inauguré le Musée de la mafia.

Update: il MAXXI e il MACRO di Roma

Scrivevo giorni fa del desiderio ossessivo della politica di monopolizzare e controllare la cultura. Al momento dell’inaugurazione del MAXXI, il Ministro Sandro Bondi non ha esitato a rivendicare il merito della sua realizzazione all’opera tenace del Presidente del Governo Silvio Berlusconi e del Ministro Altero Matteoli. Un’ondata di maxi-fischi è seguita. Questioni di taglia e di proporzioni.

J’écrivais il y a quelques jours à propos du désir obsessionnel de la politique de monopoliser la culture. Lors de l’inauguration du Musée MAXXI, le Ministre Sandro Bondi n’a pas hésité à revendiquer le mérite de sa réalisation à l’œuvre tenace du Premier Silvio Berlusconi et du Ministro Altero Matteoli. Une maxi-vague de sifflements a suivi. Questions de taille et de proportions.